Abbiamo cominciato con l’intelligenza artificiale, poi la cosa è sfuggita di mano. Oggi, tutto appare o tende a essere intelligente: le città, i telefoni, le auto, le macchine, infine la vita. I dispositivi elettronici ci stanno plasmando il cervello, rendendo la nostra esistenza più facile, o così sembra, più felice, o così sembra.
Certo qualcosa non quadra, ma non facciamone un dramma se sette milioni e mezzo di bambini muoiono per malnutrizione ogni anno (Unicef). Di fatto si muore anche in guerra, quella dell’Iraq è costata (fonti statunitensi) circa 77.000 vittime (63.000 erano civili), sfortunatamente quella in Bosnia-Erzegovina ne conta di più, 100.000 circa, ma qui solo 40.000 erano civili!
Questa potrebbe apparire retorica, in fondo le guerre ci sono sempre state e hanno svolto la loro funzione (ancora si dibatte quale sia) e il mondo oggi è certamente migliore di quello di un secolo fa. Si vive più a lungo e meglio, se questo non è un disegno intelligente poco ci manca, anche se – ancora un se – il redito pro-capite in Congo è di 300 dollari, negli Stati Uniti di 47.000 e l’attesa di vita nei due paesi appare molto diversa.